L’arte di perdere di Elisabeth Bishop

Un’arte

di Elisabeth Bishop

L’arte di perdere non è una disciplina dura
tante cose sembrano volersi perdere
che la loro perdita non è una sciagura.

Perdi qualcosa ogni giorno. Accetta la tortura
delle chiavi di casa perse, delle ore spese male.
L’arte di perdere non è una disciplina dura.

Esercitati a perdere di più, senza paura:
luoghi, e nomi, e destinazioni di viaggio.
Nessuna di queste perdite sarà mai una sciagura.

Ho perso l’orologio di mia madre. Era
mia ed è svanita- ops!- L’ultima di tre case amate.
L’arte di perdere non è una disciplina dura.

Ho perso due vasti regni, due città amate,
due fiumi, un continente. Mi mancano,
ma non è mica un disastro averle perdute.

Nemmeno perdere te (la figura, la voce allegra
il gesto che amo) mi smentirà. È chiaro, ormai:
l’arte di perdere non è una disciplina dura,
benché possa sembrare (scrivilo) una sciagura.

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One thought on “L’arte di perdere di Elisabeth Bishop

  1. emilemil 25/06/2010 / 17:56

    Oggi ho incontrato un’amica. Non ci vedevamo da tanto. Mi ha raccontato molte cose. E citato questa poesia.
    La pubblico pensando a lei, al suo sorriso, ai suoi occhiali gialli. A quello che guadagnamo. A quello che perdiamo. Con consapevolezza.

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