Una poesia di Alberto Mancini

Se, quando tu mi guardi
Se, quando tu mi guardi, lo sapessi,
a che penso sapessi,
come se fosse il tempo
dai giorni mai trascorso
di quegli anni tessuti in fili d’oro,
e della nostra vita la spirale
dal suo centro non fosse più distante
di quanto fu all’inizio, e tu ridevi.

Se, quando tu mi guardi, li vedessi,
vedessi tu i contorni,
gli stessi che ora vedo,
riflessi nelle tue care pupille,
dei giorni chiari, azzurri, senza storia,
più vivi di progetti che ricordi,
e sentivamo il sole
quand’era appena sorto.

Se, quando tu mi guardi, lo sentissi
quanto è ancora l’amore che ti porto,
ed io ti vedo e ascolto
anche quando respiri,
avverto tutti i tuoi perturbamenti
come dentro in me stesso li versassi,
e ti guardo la bocca quando parli,
e vedo come allora i movimenti.

Se, quando anch’io ti guardo, tu mi amassi.

(nella rivista cartacea “Bloc Notes”, N. 58. Dicembre 2009. Bellinzona, Svizzera

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2 thoughts on “Una poesia di Alberto Mancini

  1. Alberto Mancini 26/07/2010 / 10:53

    Ti ringrazio, Emilia, per la tua gentilezza.
    Quando si scrive qualcosa non solo per noi stessi e pubblichiamo – lo sai benissimo, e da molto tempo, anche tu – lo facciamo perché ciò che abbiamo scritto sia letto e possa dire, ricordare, suggerire, fare vivere qualcosa anche a qualcun’altro, entrare in comunicazione con lui, trasmettergli le nostre stesse emozioni. Grazie ancora. Alberto.

    • emilemil 26/07/2010 / 13:02

      Caro Alberto, sono io che devo ringraziarti per una poesia così bella!

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