Pomeriggio di uno scrittore di Peter Handke

Da quando una volta, quasi per un anno, era vissuto immaginando di aver perso il linguaggio, per lo scrittore ogni frase che scriveva e con la quale avvertiva anche la spinta alla possibile prosecuzione era diventata un avvenimento. Ogni parola che, non parlata, bensì in forma di scrittura, annunciava la prossima, gli faceva tirare un respiro di sollievo e lo ricollegava al mondo; soltanto con questo felice annotare per lui cominciava il giorno , e poi, così comunque pensava, fino al mattino seguente poteva anche non accadergli più nulla.…A questa serie di domande giunse poi la risposta seguente: già quando io, da quanti anni ormai? mi sono isolato e mi sono messo in disparte per scrivere, ho confessato la mia sconfitta come individuo sociale; mi sono escluso dagli altri per tutta la vita. Anche se starò insieme a loro sino alla fine, approvato e ben voluto, iniziato ai loro segreti- non ne farò mai parte…

da “Pomeriggio di uno scrittore” di Peter Handke,  Traduzione di Giovanna Agabio Ugo Guanda Editore, 1987

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