Bruno Galluccio

colui che rimaneva bambino dietro la porta
il volto calmo di sorriso
e ha difficoltà a rimodellare il desiderio
perché tutti i tram tutte le vacanze
sono identicamente bianchi
e quella che si tendeva
era la mano verso il bordo della musica

 

la lontananza è il pane che ci nutre
ma la parola s’inceppa a volte
e il pensiero pure lascia un lembo
preso nel passato come si levasse un vento
come fosse un'alba che non avverte
 tu hai l’odore dello spazio aperto
i piedi nudi e bianchi
la certezza negli occhi che tutto possa ritornare
sarà per questo che sminuzzo parole le traduco
concentrando i denti temendo
che alzato poi lo sguardo io non ti trovi
o peggio non ti cerchi
sarà per l’occhio oscuro gravato dalla colpa
per la puntura che occhieggia sulla polpa
mi diresti che è bene
è bene tutto capirei fossi tu qui 
che raccogliamo pure ogni cosa
e nulla resti disperso

Bruno Galluccio – Verticali – Einaudi 2009

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