Nelly Sachs

 Se venisse qualcuno

Di lontano

E parlasse una lingua

Che maschera i suoni

 Con il nitrito della giumenta

O

Con il pigolio dei giovani merli

Oppure come una stridula sega

Che lacera ogni vicinanza-

Se venisse qualcuno

Di lontano

Con movimenti di un cane

O

Forse di un topo

E fosse inverno

Dagli vestiti caldi

Può darsi anche

Che abbia il fuoco sotto i piedi

( forse ha cavalcato

Una meteora)

Non lo sgridare

Se il tuo tappeto bucato si lamenta –

Uno straniero porta sempre

La sua patria fra le braccia come un’orfana

Per la quale forse

Cerca solo una tomba.

Da “ Flucht und Verwandlung”

La Linea distorta del dolore

Che ritenta la geometria del cosmo

Divinamente accesa

E sempre ti insegue sulla traccia di luce

E poi si oscura in questa’epilettica

Ansia di giungere alla fine –

 E qui tra le quattro mura nulla

Se non la mano pittrice del tempo

Embrione di eternità

Sul capo la luce primigenia

E il cuore, fuggiasco incatenato

Che balza dalla sua vocazione:

essere una ferita.

Da “ Noch feiert Tod da Leben”

Traduzione di Ida Porena

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