La tecnica dello scrittore in tredici tesi di W.Benjamin

1. Chi intende procedere alla stesura di un’opera di vasto respiro, sia dia buon tempo e al termine della fatica giornaliera si conceda tutto ciò che non ne pregiudica la continuazione.

2. Parla di quanto hai già scritto se vuoi, ma non darne lettura finchè il lavoro è in corso. Ogni soddisfazione che in tal modo ti procurerai rallenterà il tuo ritmo. Seguendo questa regola, il desiderio crescente di comunicare diverrà alla fine uno stimolo al compimento.

3.Nelle condizioni di lavoro cerca di sottrarti alla mediocrità della vita quotidiana.Una mezza quiete accompagnata da rumori banali è degradante. Invece l’accompagnamento di uno studio pianistico o di uno strepitìo di voci può rivelarsi non meno significativo del silenzio tangibile della notte. Se questo affina l’orecchio interiore quello diventa il banco di prova di una dizione la cui pienezza soffoca in sé perfino i rumori discordanti.

4. Evita strumenti di lavoro qualsiasi. Una pedante fedeltà a certi tipi di carte, a penne e inchiostri ti sarà utile. Non lusso, ma dovizia di codesti arnesi è indispensabile.

5. Non lasciar passare in incognito nessun pensiero e tieni il tuo quaderno di appunti con lo stesso rigore con cui l’autorità tiene il registro dei forestieri.

6. Rendi la tua penna sdegnosa verso l’ispirazione ed essa attirerà a sè con la forza del magnete. Quanto più lento sarai nel decidere di mettere per iscritto un’intuizione, tanto più matura essa ti si consegnerà. Il discorso conquista il pensiero, ma la scrittura lo domina.

7. Non smettere mai di scrivere perchè non ti viene in mente nulla. E’ un imperativo dell’onore letterario interrompersi solo quando c’è da rispettare una scadenza ( un pasto, un appuntamento) o quando l’opera è terminata.

8.Occupa una stasi dell’ispirazione con l’ordinata ricopiatura del già scritto. L’intuizione ne sarà risvegliata.

9. Nulla dies sine linea:sì però qualche settimana.

10 Non considerare mai perfetta un’opera che ti abbia tenuto al tavolino dalla sera fino al giorno fatto

11. La conclusione dell’opera non scriverla nel solito ambiente di lavoro. Non ne troveresti il coraggio.

12. Gradi della composizione: pensiero, stile , scrittura.Il senso della bella copia èche in questa fase l’attenzione va ormai solo alla calligrafia. Il pensiero uccide l’ispirazione, lo stile vincola il pensiero, la scrittura ripaga lo stile.

13. L’opera è la maschera mortuaria della concezione.

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