Inger Christensen

 IV

E dunque eccoci qui

in questa violenta solitudine,

dove le cipolle ingobbiscono

sotto terra,

e aspettano.

Verso mezzogiorno

quando la pioggia di montagna si ferma,

c’è un uccello

su una pietra.

Alla sera

quando il cuore è vuoto,

c’è una donna

 per strada.

Il suo volto

è grinzoso e tondo,

e sembra

che ricordi

com’era

un tempo,

mentre in silenzio

calcola

quando

e perchè

ha visto una persona

l’ultima volta.

Poi annuisce

e se ne va.

 

VII

Facciamo meglio

che possiamo.

Ci laviamo,

puliamo,

tiriamo giù il ragno

con la scopa, e quando la pioggia

smette

usciamo

in terrazza

e ascoltiamo

il fiume.

Per strada

passa

una donna,

e proprio lì

a sinistra

delle cipolle

in germoglio

c’è un uccello

posato

su una pietra.

E tutta la sera

sotto la luce

delle stelle

noi studiamo

 la carta,

la tua mano

nella mia,

e i corpi

nella casa.

da “Lettera d’aprile” trad. Bruno Berni, rivista Kamen n.22/2003

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