da ” Le assi curve “di Yves Bonnefoy

 

 

 

 

E l’amavo come amo quel suono

nel cuore del quale ringiovanirebbe il mondo,

quel suono che riunisce quando le parole dividono,

quel bell’inizio quando tutto finisce.

Sillaba breve poi sillaba lunga,

esitazione del giambo, che vorrebbe

varcare il passo del respiro che spera

e accedere a ciò che significa.

Simile a quella luce dello spirito

che brulla quando si lascia, di notte,la propria stanza,

una lampada nascosta stretta al cuore,

per ritrovare un’altra ombra danzante.

 

 

E lavita è passata, ma ti mantenne

viva la mia illusione, grazie a quelle mani sapienti

 che scelgono tra i ricordi, che ne ricuciono

quasi invisibilmente le lacerazioni.

Eccetto: che fare di quel brandello di stoffa rossa?

Ci raffiora alla memoria quando spostiamo

gli anni, le immagini; e, improvvise, lacrime

salgono, e tacciamo in quelle parole d’una volta.

Parlare, quasi cantare, aver sognato

ancor più della musica, poi tacere

come il bambino che è invaso dal dispiacere.

e che si morde il labbro, e si distoglie.

” Le assi curve” Mondadori 2007, traduzione di Fabio Scotto

 

 

 

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2 thoughts on “da ” Le assi curve “di Yves Bonnefoy

  1. ming 28/10/2011 / 22:47

    -a volte il potere arcano delle parole è in grado di colpirti così forte da lasciarti tramortito, perchè in quelle parole non c’è altro che la tua vita.
    e avresti voluto scriverle tu.

    • emilia 31/10/2011 / 11:06

      sono contenta che queste parole ti siano piaciute. a presto! emilia

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