Irpinia su Vogue di Marika Borrelli

 Marika Borrelli

È una provincia da amare, per la sua autenticità: niente affettazioni, niente smancerie, l’Irpinia è a volte rude, ma sincera. Ci vogliono tempo e curiosità per scoprirla tutta, ricca com’è di tesori nascosti e non delude. Ci vengono gli inglesi ad acquistare case, per esempio, (succede a Calitri) per un buon ritiro, anche perché la posizione è ottimale: il capoluogo (Avellino) dista 30 km dal Golfo di Salerno e 50 da quello di Napoli, circa 140 da quello di Manfredonia, 200 da Bari, 270 da Roma.

Si mangia bene, in Irpinia. Alcuni tra i migliori ristoranti della zona si sono riuniti in una raffinata Associazione I Mesali, ovverosia “le tovaglie”, dalla parola latina mensa. Propongono tutta la ricca tradizione culinaria irpina. Già solo per I Mesali vale farsi il viaggio.

Forse non tutti sanno che l’Irpinia è culla di ben tre DOCG (Fiano, Greco di Tufo e Taurasi). Li gustate nelle tante aziende enologiche, tutte premiatissime: Molettieri, Mastroberardino, Colli di Lapìo di Clelia Romano (il miglior Fiano, secondo noi); Feudi di San Gregorio (dove c’è Marenna, ristorante figlioccio di Heinz Beck, lay-out progettato da Hikaru Mori); La Molara; Caggiano, Fratelli Urciuolo; Cantina Ponte dei Fratelli Di Stasio; Tenuta del Cavalier Pepe, dove Milena, la brillante amministratrice italo-belga, produce un intrigante rosé di tendenza – e si possono prenotare weekend, pranzi e degustazioni nell’annesso ristorante (La Collina); last but not least, Di Meo, fantasmagorico animatore di caratura europea (e non solo) di eventi super-star.

A Bagnoli Irpino si alloggia dalla dolcissima Daiana Bruno, B&B di alta qualità nella casa di famiglia restaurata, Alle volte, per via delle volte a sesto incrociato della villa. Si può pranzare nella sua braceria, Un posto carino.

Si alloggia nel Capoluogo all’Hotel De la Ville, oppure al Civita di Atripalda, di fronte alla sede di Mastroberardino, 4 km da Avellino. I celebri caciocavalli podolici (cioè da latte prodotto da mucche di razza podolica, per lo più in libertà per i monti) si trovano un po’ ovunque in Alta Irpinia, ma se volete delle prelibatezze studiate ed ammirate anche dai Giapponesi, andate a Calitri, Irpinia d’Oriente, zona di argille azzurre (c’è una scuola ceramista di antica scuola faentina), isola linguistica dalla glottologia caratteristica, terra del vento. C’è una cantina “ipogea” strapiena di esemplari di formaggi ed insaccati.

Nel borgo restaurato di Calitri, (si alloggia al B&B Palazzo Zampaglione) è stato ricostruito un muro fatto di antichi “bicchieri” forati, epoca romanica, un tempo utilizzati per creare camere d’aria isolanti a soffitti e pareti. Ora, invece, è il vento che lo fa risuonare come un flauto di Pan. Calitri è anche famosa per le “cannazze”, ovverosia ziti malamente spezzati conditi con ragù ricchissimo e, volendo, ripassati in padella con abbondante grattugiata di ricotta stagionata, per “arroscarli”. Ci si riconcilia con gli dèi.

A Calitri, poi, vive e scrive un architetto, Vito De Nicola, che ha scritto un noir fantasy molto particolare, Le cetonie dorate di Vincent. Vincent è Van Gogh, ça va sans dire. Un’altro architetto, Emilia Cirillo, ha scritto a sua volta di una terra particolare, altrettanto ventosa, il Formicoso di Andretta, dove per mesi le popolazioni hanno fatto barricate contro una discarica che avrebbe distrutto la vita di quei luoghi, in un romanzo dal titolo Una terra spaccata.

Altra terra del vento è Bisaccia, paese d’origine del poeta-scrittore-paesologo Franco Arminio, molto noto (nonché apprezzato), soprattutto da quando Roberto Saviano ne declamò alcuni versi da Fabio Fazio. Il fratello di Franco ha ereditato la locanda (Il Grillo d’Oro) che fu del loro padre Luis, un cuoco-filosofo dalle grandi mani e dall’accoglienza affettuosa.

L’Irpinia è stata zona longobarda, vestigia ed eredità ce ne sono dappertutto, dai castelli alla toponomastica (“Lombardi” o “dei Lombardi” sono termini diffusi), oltre che in diversi tratti fisiognomici della popolazione, come in Puglia e a Palermo sono rimaste le impronte genetiche dei Normanni. Dal Golfo di Salerno, in epoche antiche, ci si muoveva in pellegrinaggio fino a Monte S.Angelo, in Puglia. Lungo il percorso “ad peregrinos” s’incontravano e s’incontrano ancora paesini ricchi di storia e memoria, come S.Michele di Serino, dove esiste uno spettacolare ed enorme plastico – che sembra un vero paese fotografato in tilt, – del borgo com’era prima che il terremoto lo distruggesse. Se andate a S.Michele, chiedete di Aurelio De Mattia, giovane consigliere comunale e vi racconterà ogni cosa assieme a Giulio (della ProLoco) e al capo della Municipale, Nicola.

Se Trevico, dove è nato Ettore Scola, è il tetto d’Irpinia, perché è il paesino più alto, Greci, sulla Nazionale 90 (al confine est con la Puglia) non scherza mica. Greci è l’unica isola albanofona d’Irpinia, varietà coronea. È una delle colonie-castrum-presidio albanesi più antiche. Nel 1462 il Re di Napoli chiamò il guerriero-generale Giorgio Castriota Skanderbeg contro gli Angioini (rifugiatisi a Lucera). Poi, quei soldati sono rimasti lì, a Greci, da dove nei giorni di tempo terso si ammirano entrambi i mari, Tirreno ed Adriatico, dalla villa comunale, detta Bregg-u. Si mangia all’agriturismo Arberesh.

Torella dei Lombardi è il paese di origine di Sergio Leone, nonché sede di un bel castello (Candriano) che ospita rassegne e premi cinematografici. Anche Gesualdo ha un bel castello, ma è più famosa per il suo figlio illustre, quel Carlo Gesualdo, madrigalista (e forse uxoricida), che visse e operò anche presso gli Estensi. E a Carlo Gesualdo è dedicato il Teatro del Capoluogo, dal cartellone sempre molto ricco.

Vicino allo storico paese di Gesualdo si trova la zona di produzione del Carmasciano (Villamanina, sede delle Terme di San Teodoro, Rocca San Felice e Guardia Lombardi), formaggio unico nel suo genere, nonchè introvabile, diffidate dalle imitazioni. Prodotto dal latte di pecore pascolanti nella zona delle mefiti, ad alta concentrazione sulfurea, è un pecorino dall’allure rosso-arancio.

Spostandoci verso ovest della provincia, incontriamo il secondo gruppo montuoso, quello del Partenio, entro cui si erge Montevergine, sede di un santuario benedettino molto famoso nel sud (fondato da Guglielmo da Vercelli, come il Goleto di Sant’Angelo dei Lombardi), meta di pellegrinaggi per onorare una madonna nera, dalle caratteristiche somatiche mediorientali, molto palestinesi. Pure Michele Santoro (un salernitano) ci sarebbe andato scalzo se Masi (ex direttore della RAI) se ne fosse andato, come disse in una delle sue più burrascose e seguite puntate di Annozero.

A febbraio, nei giorni della Candelora, quando fa un freddo polare (circa 1400 mt di altezza e non ci va nessuno), diventa meta del pellegrinaggio del popolo LGBT, come nelle epoche passate lo era dei cosiddetti “femminielli” napoletani. Si organizza un’allegra comitiva (a volte un bus rosa) e si sale per la cosiddetta “juta”, ovverosia “l’andata” o “il viaggio”. Vladimir Luxuria a Montevergine è di casa, più che all’Isola dei Famosi. Ai piedi di Montevergine c’è il complesso abbaziale di Loreto, da vedere l’antica farmacia monacense. Nel meraviglioso piazzale di Loreto, per lustri sono state organizzate importanti rassegne di musica classica.

Il caffè migliore si beve al Saint-Tropez, in Piazza d’Armi (davanti al Palazzo di Giustizia) di Avellino. Ma il caffè della Città più “in” e colto è Il Caffè Letterario stile “Grande Mela” (in Via Brigata Avellino): solo tè in foglia, 12 miscele di caffè, vini, birre rigorosamente artigianali, 14 metri di banco-dolci, cioccolate e yogurt. Un happy hour continuo dalla colazione (a buffet) fino alle degustazioni della sera inoltrata. In 300 metri quadri, su due livelli, ricchi di libri, stimoli sensoriali e culturali vengono ospitate mostre, presentazioni, musica live, laboratori d’arte e di lettere con wi-fi libero e gratuito. Chiedere di Filippo, Claudio o Patrizia.

I migliori dolci li trovate da: Ciotola a Grottaminarda (omonima uscita autostradale della A16); da Magà (soprattutto torte spettacolari, dalle sapienti mani di Gael Godas, avvocatessa controvoglia, ma pasticcera appassionata) e da Dolciarte, di Carmen Vecchione (ottimi studi di economia, ma l’amore per i dolci ha vinto su tutto), entrambe ad Avellino centro; da Caffè Vignola a Solofra, nel distretto della concia di alta qualità.

Il babà più profumato della città è da De Pascale (anche incredibile scelta di vini, spumanti e champagne, nonché di una raffinata birra artigianale irpina e da Dolci Tentazioni al Corso Umberto I (dove vi accoglierà la dolcissima signora Pina). Prodotti tipici irpini nel capoluogo: da Ghi (“aperificio” nonché gelateria artigianale nel centro storico), Candeo (Stella Maccario, teutonica occhio-azzurrata bionda, miele di produzione propria), Il Salumiere di Via Terminio (di Ciro Stramaglia), anche take-away di sola gastronomia locale.

Golf al raffinato Radici Resort (Mastroberardino), a Mirabella Eclano, con annesso ottimo ristorante, La mora bianca, uno degli amministratori, Piero è anche romanziere (Umano errare – Albatros).

Ceramiche tipiche di tradizione osco-sannita ad Ariano Irpino (grosso centro a 50 km dal capoluogo) dove si può fare shopping vario e variegato nonché fermarsi da Biffy per un caffè con pasticcini (neve permettendo).

Ceramiche d’avanguardia da Bhumi, e galleria d’arte moderna da Maninarte, osservatorio artistico sulla collina dei Cappuccini. Creazioni artigianali e decorazioni da Hortensia, di Cecilia D’Agostino, Corso Vittorio Emanuele di Avellino. Per foto d’autore si va da Antonio Bergamino.

Grappe (anche di mela annurca), centerbe, rosoli e cordiali per i pellegrini che adivano o scendevano in pellegrinaggio, alla distilleria artigianale Monterbae di Summonte (sempre sotto Montevergine).

A Cairano, minuscolo e lontano paese verso sud est, ogni anno si organizza la 7x (sette momenti per sette mesi). Formula quasi magica che ospita arte, artisti, cultura e spettacoli in una remota contrada interna del meridione, organizzata dallo show-maker internazionale Franco Dragone, originario di Cairano ed anima de Le Cirque du Soleil per 10 anni.

Le migliori passeggiate a Frigento, ai Limiti, detta anche la terrazza del Pleistocene. Quasi a 360° in altura (un terrazzo, appunto) si ammira parte dell’Irpinia e della Lucania. Dopo la passeggiata, tutti da Silvius, località Pila ai Piani lungo l’Otica (stupenda strada che corre sul crinale ventoso tra due vallate. Prende il nome, di origine osca, dal vomere dell’aratro), per il pesce come non l’avete mai mangiato, anche se l’aspetto del locale non predirebbe alcuna bontà.

Il miglior borgo medievale irpino è a Nusco, meriterebbe la bandiera arancio del Touring Club. Storia a parte è l’intero centro antico di Castelvetere sul Calore, dove una volta Pino Daniele sognava di realizzare un borgo dedicato alla musica. Restaurato e attrezzatissimo (69 posti letto su una dozzina di immobili tipici di pietra antica, disponibili per fitti e compravendite) è irrealmente vuoto. La veduta è mozzafiato, la location è da Oscar.

Chiudiamo parlando del resort più nuovo e intrigante: la Tenuta Ippocrate (vista in anteprima per Vogue) solo 12 stanze (dai nomi di divinità greche. C’è anche la stanza “Priapo”), cucina di assoluta ricerca (cibi e vini produzione propria ed assolutamente bio o integrata) e in più il proprietario è un medico nutrizionista – Rocco Fusco – che studia (con istituti universitari) combinazioni di cibi e diete per ogni problema di salute. Pochi kilometri dal capoluogo, in collina, si affaccia su di un declivio coltivato con erbe officinali ed organizzato ricalcando l’effige di una mandragola, pianta che si credeva afrodisiaca. E abbiamo detto tutto!

FOOD & WINE

I Mesali
Via Borgo Sant’Antonio, 16
 – Vallata (Av)

Tel. +39 0827/97444

Molettieri
Contrada Musanni

Strada Ofantina – Montemarano (Av)
Tel. +39 0827 63424

Mastroberardino
Via Mafredi 75 – Atripalda
Tel. +39 0825 614111



Colli di Lapio Romano
Da Arianiello
 -Lapio
Tel. +39 0825 982184

Feudi di San Gregorio
Località Cerza Grossa – Sorbo Serpico
Tel. +39 0825 986611



Marenna
Via Provinciale Turci, 1 – Sorbo Serpico
Tel. +39 0825-986666

La Molara
Contrada Pesco – Luogosano
Tel. +39 0827 78017



Caggiano
Contrada Sala, Taurasi
Tel: +39 0827 74723



Fratelli Urciuolo
Via due principati – Celzoi di Forino
Tel. +39 0825 761649

Fratelli Di Stasio
Via  Carazita, 1
8 – Luogosano
Tel. +39 0827 73564

Tenuta del Cavalier Pepe
Via Santa Vara
 – Sant’Angelo all’Esca

Tel. +39 0827 73766



Di Meo
Contrada Coccovoni – Salza Irpina
Tel. +39 0825 981419

Un posto carino
Via Ronca – Bagnoli Irpino
Tel.+39 0827/602624



Ciotola
Via Valle, 20 – Grottaminarda (AV) 

Tel. +39 0825 44 51 81

Magà
Rampa  S. Antonio Abate – Avellino



Dolciarte
Via Trinità, 52 – Avellino

Tel. +39 0825 34719


De Pascale
Corso Vittorio Emanuele 205 – Avellino
Tel.  +39 0825 781654

Ghi
Via Luigi Amabile 19/B – Avellino
Tel. +39 0825 1911605



Biffy
Via Cardito, 50
83031 Ariano Irpino, Av

Tel. +39 0825 891117

Monterbae
Via Borgo Nuovo 57, 83010 Summonte (Av)

Tel. +39 0825 691452


SHOPPING

Candeo
C.da Pennini, 71 – Avellino

HOTEL

Hotel De la Ville
Via Palatucci, 20 – Avellino
Tel. +39 0825 780911

Civita di Atripalda
Via Manfredi – Atripalda 

Tel. +39 (0) 825.610471

B&B Palazzo Zampaglione
Via Berrilli 10 – Calitri (Av)

Tel. +39 0827 38006



Radici Resort
Piano Pantano, Contrada Corpo di Cristo, Mirabella Eclano (Avellino)
Tel. +39 0825 431293


BEAUTY & WELLNESS

Terme di San Teodoro
Villamaina (Avellino)

Tel. +39 0825 442313

I

ART & CULTURE

Bhumi
Via dei due principati 57, 83020, Celzi di Forino, Avellino

Tel. 0825 761439



Antonio Bergamino
Via P. S. Mancini, 104
83100 Avellino, Italy

Tel. +39 0825 79 21 39

Organizzazione Viaggi e incoming:
Giamira Travel
Tramp Viaggi
IrpiniaTurismo

Questa guida è stata realizzata per noi da Januaria Piromallo e Marika Borrelli, autrici di “Come pesci nella rete (Trappole, tentacoli e tentazioni del web)”. Se avete altri suggerimenti potete postarli qui sotto, nello spazio dei commenti.

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