Una libreria è un po’ come una Babele, dove però ci intende sempre.

paul klee

Ieri sono stata a Roma e ho passato un po’di tempo nella grandissima e fornitissima libreria Feltrinelli. Un pasto per bulimici, ho pensato, passando in mezzo a scaffali strapieni di libri divisi per argomenti, novità scontate del 15%, altre del 25%, dischi e giochi intelligenti. Eppure ho preferito restare digiuna: sono andata via con una gran confusione di titoli e copertine in testa, ma non ho comprato un solo libro.
Perché per me una libreria è un’altra cosa, è un luogo dove i libri si cercano respirando l’aria un po’ passata di carta e matita, e, nel mentre, si dialoga col libraio, che ci consiglia, ci indica, o semplicemente ci ascolta. (Ricorderete certo il film “ C’è posta per te”, dove una piccola libreria di NewYork, gestita con cura e passione è costretta a chiudere per la concorrenza che le fa affianco una mega libreria su cinque piani dove, però, nessuno dei commessi ricorda il titolo di un libro). Una libreria è un porto sicuro per chi cerca, in questi climi freddi ( da ogni latitudine possibile, tira un vento che sferza senza riparo) di trovare anche una ragione per sostare, sapere e capire con gli altri. Una libreria è un po’ come una Babele, dove però ci intende sempre.
Questa funzione simbolica ha svolto in città la libreria Petrozziello, da me frequentata in anni ormai lontani, quando era al corso Vittorio Emanuele, di fronte la Prefettura, nei locali dell’ex Leprino. una libreria ingombra di libri e di carta e penne, dove nasceva il mio rapporto d’amicizia con un giovane Tonino, solerte libraio, che mi faceva arrivare l’impossibile. Ricordo la serie Memoria, di Rosenberg & Sellier, i libri delle Tartaruga, i primi Adelphi, e tanti altri. E dopo il terremoto, la nuova libreria al Corso, verso i platani, fu ed è stata, come dice Marco Ciriello nel suo articolo “una stazione di accoglienza, per viaggiatori di ogni tipo”. Tonino ha cresciuto e nutrito intere generazioni di famelici e irrequieti lettori, con il suo talento da libraio che sa sempre quale libro offrire e a chi. E non solo, ha fatto conoscere scrittori e piccole case editrici (da lui ho scoperto Giano Editore, Iperborea, Diabasis, ho comprato, tra i tanti, Miele di Torgny Lindgreen, uno dei libri più belli che abbia letto, Gli scapoli delle colline di William Trevor il massimo scrittore di racconti irlandese), aiutando un mercato editoriale di qualità che, strozzato dalla grande distribuzione, rischia di essere invisibile o di non comparire affatto nelle librerie che aderiscono alle catene dei gruppi editoriali. La libreria non è un supermarket della lettura. E’ un luogo di passione, di condivisione, un luogo dove le parole, scritte e parlate, sono importanti, quasi allo stesso modo.
Ora, la notizia di una possibile, paventata chiusura della libreria Petrozziello, libraio indipendente, non può che allarmarmi e rendermi partecipe, come altri che mi hanno preceduto su queste pagine, ad ogni iniziativa possibile perché Tonino, il suo sapere, la sua/nostra storia restino ancora a testimoniare la presenza, in città, di una cultura dignitosa e viva. Bene leggere Melville, come suggerisce Ciriello, bene continuare con le letture, le sottoscrizioni, la richiesta in uso di locali comunali. Se in una famiglia un figlio si ammala e ha bisogno di essere curato, si cura, senza stare a riflettere molto.
Avellino è una città deprivata dei luoghi che hanno contribuito a formare la nostra vita e la nostra idea di memoria. Siamo deprivati dalle “permanenze”, assediati da “luoghi incompiuti”, scannati da presenze estranee al tessuto economico cittadino. Proteggere la nostra città dalla sparizione delle permanenze, naturali e architettoniche, aiutare gli artefici di questo lento, silenzioso, miracoloso lavoro di “messa in rete”, favorire la loro continuità in città deve essere compito, non solo dei cittadini sensibili, ma di chi si candiderà a governare questa città. I libri sono come i capelli. Più nei hai in testa, più sei forte. Più puoi, come fece Sansone, lottare contro i Filistei.

( pubblicato dal Mattino di Avellino il 31.01.2013)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...