Due poesie di Ivan Lalic

 

 

 

ivan lalic

Bisanzio VII

Qualcuno, forse, nella sapiente compagnia delle anime nostre

passeggerà sopra il filo di queste mura dove abbiamo

guardato il sole pieno di rame chino sulla misura della notte;

secernerà il mare argento e ondate sulla ghiaia

abbracciata da futura tenerezza; l’aria sarà turchina

del fumo dei nostri nomi;

ma chi ci capirà?

perché sarà spostato il centro, le immagini diverse,

– unite forse con lo stelo: forse il fiore-

e le azioni d’amore unite nel discorso, nella lingua;

ma chi allora vorrà comporre il racconto

da queste sillabe sparse, dai gridi

ritratti a caso in un vetusto specchio,

nel muoversi dell’onda? E perché?

E c’è domani posto per questa rottura

nel tranquillo ricordo degli angeli, nel liscio

ricordo di acqua giovane? Nel ricordo dell’amante?

E ci vorranno forse i quadri traditi

del nostro amore, e guardie del deserto

con sabbia nei polmoni, questa lingua scarsa di sventura,

rapida pena alla maturità, sconfitta decretata?

O sarà senza noi più preciso l’equilibrio,

e più bella senza nostre voci la lingua degli amanti

miste con la morte come il vento con la fiamma,

come la sorgente con la foce?

 

Dalle lettere

4.

L’inchiostro nero si addensa in infarto

in cima alla stilografica;

e una frase così

si interrompe inattesa, in non voluta sincope.

La copia, e nel seguito cambio

il senso pensato sulle prime.

Il senso

si è celato nell’interruzione, nel vuoto

del bianco, dentro la sconfitta

della mossa incominciata-

 

Se potessi scriverti una lettera

di simili bianchi, di scambi illuminati

di frasi iniziate in amore, continuate

con descrizioni di notti senza stelle, per esempio,

se potessi tacere tutto

e tutto ti dico, come se un lebbroso

ti stesse davanti con la cuffia e il gong-

forse potrei dirti

perché l’amore cambia, in non desiderata

sincope, e quindi si sposa

con le sue ombre, e non dimentica

il senso del suo nome, le cause del suo persistere-

 

così posso solo descrivere:

come apprendo e ricordo una persona amata

con il contatto, come un cieco.

da “Lalic poesie” traduzione di Eros Sequi editore Jaca Book 1991

 

 

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3 thoughts on “Due poesie di Ivan Lalic

  1. Duska Vrhovac 21/05/2013 / 09:59

    Ivan Lalic è un grande poeta ed un uomo meraviglioso. Le sue sono poesie con significato…

    • emilia 21/05/2013 / 11:17

      Ho letto le sue poesie e sono rimasta colpita subito. Ha il dono dell’istante. Belle proprio. Grazie Duska. Peccato non poterle leggere nella lingua originaria.

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