Gli incendi del tempo

Recensione di Nicola Vacca su satisfiction.it

 

Gli incendi del tempo

Il tempo è un grande scultore scriveva Marguerite Yourcenar. Quando il tempo si incendia può accadere di tutto, e quel tutto si trasforma in materiale umano da raccontare. Così è capitato a Emilia Bersabea Cirillo, che con i suoi Gli incendi del tempo entra con grande suggestione nella materia pulsante dell’esistenza e con i suoi racconti mette in scena il vivente e le sue contraddizioni attraverso storie di amore e di impegno civile. Racconti che sono piccoli gioielli narrativi: la misura del narrare è giusta, la tensione morale delle storie è impeccabile e soprattutto in queste pagine si trova la dimensione di una bella scrittura che affonda le sue radici nella tradizione novecentesca. Le sette storie che l’autrice ci presenta nel suo libro toccano con grazia i temi fondamentali della nostra esistenza. Emilia Bersabea Cirillo non si sottrae al confronto serrato con il proprio tempo e pensa i suoi personaggi come proiezioni della storia e della microstoria di tutti i giorni. Nella sua prosa l’autrice sa prendere le distanze e trovare il giusto punto di vista delle cose. E alla fine ci regala una scrittura che sa attraversare la vita. In questo caso la forma breve è congeniale a suggestive intuizioni folgoranti. Sullo sfondo di tutti i racconti c’è un Sud con la sua luce e le sue ferite e soprattutto quel desiderio di riscatto che sembra non arrivare mai. Sono impegnati nella giusta misura questi racconti che gettano luce su alcuni problemi che hanno afflitto e affliggono il nostro Paese. Nel primo racconto che dà il titolo all’intera raccolta l’autrice si confronta con la terribile memoria degli anni di piombo. Il ritorno di Leo, che ha bruciato la sua vita nella clandestinità, a casa per alcuni giorni di permesso scuote la coscienza di Adriana, che è stata sua amica e forse qualcosa di più. Sono vent’anni che non vede Leo e adesso piomba nella sua vita noiosa per riaprire ferite in una memoria che sembrava aver cancellato l’ingombrante presenza del suo amico che anni addietro aveva scelto di aderire al progetto scellerato del terrorismo. Tra introspezione e realismo i due si incontrano ma tutto sembra cambiato per colpa di quel tempo incendiario che tutto travolge con le sue fiamme. Océan, il terzo racconto della raccolta, è un bellissimo viaggio nelle complicate contraddizioni dell’amore: l’amore che sa essere anticamera dell’agonia, ma anche progetto, verità e libertà, fisicità, desiderio e “struggimento senza speranza” che inquieta Sabina caduta nella magia di un amore che si rivelerà impossibile. In queste pagine respiriamo gli incendi del tempo che in un modo o nel’altro presenta ai nostri destini il suo conto salato. Scrivere racconti non è cosa facile. Emilia lo sa fare benissimo tagliando in fotogrammi la realtà e restituendoli alla pagina in un’altra maniera. Consiglio davvero la lettura di questo libro che restituisce dignità a un genere troppo trascurato dalla nostra editoria.

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