Una riflessione sull’omicidio di via Oblate.

la ronda di nottePer anni , di fronte ai tanti servizi che mancavano e ai tanti denari sprecati, noi, cittadini di Avellino, ci siamo consolati ripetendo che, in fondo,   vivevamo in una città tranquilla. Allo squallore delle opere pubbliche incompiute, alla sporcizia delle strade, alla mancata raccolta dei rifiuti, all’edilizia di sostituzione iperattivata in inutili metri cubi, opponevamo la certezza di vivere protetti, in un’enclave di verde e di acque chiare, con quei bei monti freschi a guardiania.

E invece proprio quelle bancarelle messe  dappertutto senza regole, il Corso che diventava un  luna park in certe mattine di domenica, quell’assembramento notturno di giovani in via De Conciliis, erano già spie di un malessere che si andava radicando in città. Neanche la morte del ragazzo di Capo Castello, ucciso a colpi di pistola, avevano dato la certezza della pericolosità , come  le risse che sovente sono nate  lungo il viale dei Platani, nuovo ritrovo della gioventù, avevano dato certezza del degrado. E neanche le cataste di bottigliette di birra, lasciate nelle aiuole -immondezzaio, e le scatole di cartone delle pizze e i piatti e bicchieri di plastica lungo i marciapiedi, ci avevano fino in fondo convinto. Avellino stava cambiando, non era più il paradiso della nostra gioventù, ma si sa, gli anni rendono strabici e malinconici e niente resta com’era, ripetevamo.

Ma la morte a coltellate di una donna di 76 anni , in pieno centro storico, sotto casa, in un pomeriggio di settembre, da la certezza che questa città è veramente, tragicamente mutata. E bisogna chiamare le cose per nome. Assassino l’uomo , tossicodipendente, ma assassino, che l’ha accoltellata più volte per non aver ricevuto i cinque euro richiesti. Pericolo  quello che si corre ad  essere avvicinati da sconosciuti che chiedono denaro. Incuria per come le istituzioni permettono ad un tossico dipendente con precedenti di gironzolare libero per la città. Paura a percorrere le strade da soli.

Non riesco a pensare allo sguardo di terrore che la donna uccisa avrà lanciato all’assassino. perchè poteva essere il mio. Quello di mia madre. Il nostro. Il vostro.

Avellino è solo una città di provincia bistrattata. Senza prospettive. Dove il disagio sociale aumenta esponenzialmente. Intervenire, insieme, istituzioni e municipalità, per capire fino in fondo la causa del problema. Aiutare, educare, proteggere, e condannare, se c’è da condannare. Senza avere ripensamenti. Prima che altri anziani, altri giovani, restino vittime di aggressioni. Prima che altri decidano di aggredire.

Annunci

3 thoughts on “Una riflessione sull’omicidio di via Oblate.

  1. Vincenzo 05/09/2013 / 17:12

    Per quanto possa condividere questi pensieri, qui, eccellentemente espressi, è anche vero che non guarderei tutto in una sola ottica. Inevitabilmente si deve constatare che Avellino sta morendo, da città di menti eccellenti e personaggi che hanno contribuito alla nascita di una Italia Nazione, siamo diventati periferia di una metropoli ingestibile.
    E’ una città di poche migliaia di abitanti, è piccola e mal voluta dai suoi cittadini. Sono avellinese, non DOC, ma amo la mia città, ancor più ora che non la vivo quotidianamente. Non parlo di ricordi, di belle sensazioni che si provano a immaginare la gioventù (qualche anno fa) spensierata al chiaro di luna lungo un Corso con meno piastrelle di quelle necessarie, ma parlo di una rabbia rancorosa, di un amore legato alla privazione, di un profondo malessere che porto radicato dentro. Amo Avellino perchè non deve essere come si sta riducendo, ma l’illusione di una città migliore si scontra con le notizie sui giornali, con le chiacchiere della gente: preoccupazione maggiore è la passeggiata per le vie principali senza bambini a tirare calci al pallone (come se non vi fossero mai stati nella normale vita cittadina) che di investimenti sulla cultura. Come se il chiacchiericcio animato di persone per le vie centrali potesse disturbare quel sonno di torpore tossico che attanaglia l’inerzia degli avellinesi e di tanti irpini. Nessuno che si batte per l’apertura di spazi culturali, nessuno che si batte affinchè i giovani (si, anche quelli che a notte fonda si riempiono di botte per la strada) possano avere aree in cui costruire qualcosa, anche il loro futuro. Una biblioteca che chiude presto, un cinema malandato, un museo dimenticato. Questo c’è, lì, nel cuore del capoluogo. Ma non è solo colpa delle amministrazioni, è colpa dei cittadini. Di quegli stessi cittadini che oggi si indignano e gridano allo scandalo per la morte di una povera, e innocente, donna nel centro città.
    E’ la gente che non ama se stessa, non ama la sua terra, non ama la sua città. Io tornerò ad Avellino, lo farò per certo, perchè è quella la mia vera casa e nessun’altra, è li che voglio continuare a crescere, ma non nel silenzio, provando a fare qualcosa affinchè le cose migliorino, anche per una sola persona.

    Finchè la gente continuerà a vivere di calcio, senza avere lavoro, a chiedere che una squadra compri giocatori e non a chiedere una città che li aiuti a crescere dentro, nulla potrà cambiare. Amo Avellino, ma inizio a pensare di odiare i miei concittadini.

    • emilia 05/09/2013 / 18:21

      Caro Angelus, paradossalmente ci sono, in questi ultimi anni, molte associazioni di giovani e non , Luce sull’eliseo, quelli di Godot,il comitato per la Dogana, il centro Donna, zia Lidia social club, Flussi, Presidi del libro, si stanno battendo per l’apertura di nuovi spazi culturali. C’è animazione, fermento, rassegne cinematografiche, teatrali, musicali. Ma il degrado è palpabile, perchè non ci sono state amministrazioni che hanno fatto il bene della città. E poi struttralmente Avellino è stata tagliata fuori, quando hanno deciso di non far sorgere l'<università e la ferrovia.
      Ma io volevo parlare di una cultura bassa, televisiva alla Berlusconi, che si è impossessata della città, alla mancanza di eleganza, di decoro, che si respira. Alla dimenticanza delle istituzioni. E alla paura che ci ha presi tutti. Grazie del tuo intervento.Un caro saluto

      • Vincenzo 05/09/2013 / 19:54

        Mi sa diciamo le cose in modo diverso, ma con stesso messaggio!

        Alla fine, però, è questo mondo alla Mediaset che viene osannato dalla maggior parte della gente (per questo ce l’ho con gli avellinesi, e gli irpini)… che ci sta uccidendo, culturalmente, moralmente, umanamente.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...