Roberta Dapunt

 

roberta dapunt

 

 

A chi pensa che io non sia di oggi,

io dico che il mio stare ad ascoltarlo è oggi.

Non è ieri, non sarà domani la mia attenzione,

bensì oggi. Oggi sono e sto qui davanti al foglio di carta,

sente forte il graffio di ogni mia parola.

Cge da esse parte l’intimità quotidiana del mio corpo,

il suo nudo guardarmi è aderenza indubitabile alla realtà.

Da lui soltanto la mia vista, da lui il mio udito,

dalle sue mani l’umido nero degli orti in questo luogo

e sotto i piedi il fruscio verde e nel dicembre

il freddo a mostrare le chiare stelle.

Dunque, so di non errare. Non mi perdo,

finchè posso tenermi forte a questo.

da “Le beatitudini della malattia” Einaudi 2013

poesie come preghiere, come silenzio, come attesa. Grazie Roberta Dapunt.

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