Carezze

Squadernauti




di Emilia Bersabea Cirillo



A metà giornata, una luce acida soffoca la città. Luisa socchiude gli occhi. È in piedi, sul marciapiede del caffè Gambrinus. Alle sue spalle tintinnio di tazze e di bicchieri, odore di caffè, vaniglia, cioccolato. Due lacrime le scivolano sulle guance. Lei le asciuga col dorso della mano. Devo smettere, si dice. Non ce la fa. Le lagrime scendono senza che lei possa fermarle. Si copre il viso con i capelli. Non resiste ad aspettare in quell’aria afosa. Entra nel caffè. La sala del Gambrinus è in penombra. Fresca. Con un bisbiglio di sottofondo. Cerca un tavolino. Si soffia il naso con un tovagliolo di carta. È l’una e mezzo. Per essere puntuale all’appuntamento con Gaetano ha chiesto un permesso in ufficio e ha preso al volo un taxi. Ma lui non c’è ancora. Annusa la rosa rossa che è nel portafiori. Senza odore. Respira e…

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