Moira Egan

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Ficus carica

In questo paese

è tradizione

esprimere un desiderio

al primo assaggio

di un frutto di stagione,

la prima pesca, ciliegia, albicocca,

il primo caco, così sbuccio

il primo fico, ne stacco adagio la pelle

come membrana di mammifero,

esprimo il desiderio

che ognuno dei nostri

giorni possa avere un po’

del sapore di ri-unione

dopo lunga

assenza, il dolce-salato

bacio del ritorno a casa, l’imbarazzo

all’aeroporto di ridere

e piangere entrambi sulla camicia

dell’altro. E a me il fico pare

la perfetta

incarnazione

di quelle manifestazioni,

il frutto di yin e yang,

mascolino

nella forma, ma profondamente

femminile nel suo aprirsi;

e poi, da un lato, è stato

sotto un albero del genere che Buddha

si è seduto e ha ricevuto l’Illuminazione,

dall’altro

le sue sono le foglie

cui Adamo tese la mano per

nascondere la natura umana

quando videro

che erano nudi

e conobbero vergogna. Quanti frutti

acquisiscono la loro dolcezza muscosa

dalla simbiosi arcana di vespa

e verme? Io non lo so, ma penso

ai primi fichi

di quell’estate

che ci incontrammo, alla

premura con cui sbucciò il frutto,

me ne offerse

la carne, dolce e inusitatamente

tentacolare, quasi troppo

matura, ma non proprio, e mentre

mi baciava le campane esplosero nell’Angelus

e ancora mi baciava e (sì)

espressi un desiderio.

Ficus carica

In this country

it’s a tradition

to make a wish upon

the first bite

of the season’s fruit,

the first peach, cherry, nectarine,

cachi, so as I peel this

first fig, slowly pull its skin away

like a mammalian membrane,

I make the wish

that each of our

days might have some of

that taste of reunion

after long

absence, the salty-

sweet homecoming kiss,

the airport.embarrassment of laughing

and crying both into each other’s

shirts. And it seems to me the fig

is the perfect

embodiment

of all the above,

the fruit of yin and yang,

masculine

in shape, yet deeply

feminine in its opening;

how, on the one hand, it was

a tree like this under which Buddha

sat and found enlightenment, while

on the other,

these were the leaves

that Adam reached for

to clothe their humanness

when they saw

that they were naked

and learned of shame. How many fruits

acquire their musky sweetness

from the strange symbiosis of wasp

and worm? I don’t know, but I think

of the first figs

of that summer

when we met, how he

carefully peeled the fruit,

offered me

the sweet and strangely

tentacular flesh, almost too

ripe but not quite, and he kissed me

and church bells clamored out the Angelus

and he kissed me again and (yes)

I made a wish.

Moira Egan (trad. di Damiano Abeni) Strange Botany/Botanica arcana,  Italic Pequod

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