Johanna Venho

Venho_Johanna_Kuvaaja_Veikko_Somerpuro

Il cuore arde attraverso lo schienale, lui siede

dietro di me sull’autobus, un vecchietto careliano, sfida

gli anni, le cicatrici, apre in uno sfrigolio la settima lattina,

il cuore qui brucia le mani. Corrono i campi,

i fossati di neve nera, la rapida è arginata.

Il vecchio sta andando al suo casale a

Heinävesi,

vedovo, fratello minore di un combattente.

Con sé ha birra a sufficienza, durante la sosta

va al chiosco per una bustina di zucchero,

parla direttamente

come una strada d’asfalto. Come ce la caviamo qui?

Il collo arruffato, l’olio sotto le unghie.

Il fienile crollato, abbastanza terra da arare.

La palma bollente, secca, la stretta di mano.

Si apre un varco tra la condensa sul finestrino, tra le gocciole:

– Seguimi! e la schiena solitaria della tuta

scompare sul sentiero che va verso la riva.

*

Amore, bosco di coltelli

nella camera da letto, l’autodisciplina del

fachiro,

legge appuntita. Voglio tutto, si deve dare

tutto.

Amore, sui tizzoni ardenti

a piedi nudi, un minuto pieno senza respiro

in due braccia di profondità

chiede quello che le è permesso.

La mancanza di ossigeno azzera il cervello.

Chi sono?

Dove sono diretta? Verso in due bicchieri il

colostro denso,

mungo i seni fino a svuotarli come mi è stato

insegnato.

dalla raccolta “Senza mappa” traduzione di Antonio Parente

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...