Lavinia Greenlaw

 francesca woodman3

Leggendo l’Achmatova in pieno inverno
Le rivelazioni del ghiaccio, esatte:
ogni foglia si porta nel vetro,
ogni stelo una miccia in un filo trasparente,

ogni filo d’erba, per una volta, metallo puro.
Gli alberi sulla collina esplodono come fuochi d’artificio
Nell’istante in cui il sole li colpisce.

I campi sospesi: sbiancate lenzuola nel pomeriggio,
fantasmi mentre la luce svanisce.
Trema il paesaggio ma tiene.

Blocchi di ghiaccio solcano il Delaware,
lo forzano in un silenzio innaturale;
un chiarirsi che guardo mentre guardo

la strada – nulla tranne lo stridere dello spazzaneve
mentre accumula neve, sparge sale e ghiaino.
All’imbrunire non sono che collinette solidificate,

semi incastonati nella neve caduta di fresco.
Anche noi, non facciamo una grande impressione
Ritornando dalla città a mezzanotte

Su zampe d’uccello – zampe d’anatra sulla rampa
Dove annaspiamo trascinandoci sino alla porta
Troppo intorpiditi per badare alla farsa.

Come hai fatto ad attraversare
Quelle strade senza luce, reinventate
Con la tua paura del traffico e una scarpa rotta?

Ci sono mattine in cui gocciola e crepa.
Stacchiamo barre di vetro dall’inferriata
In frantumi all’ombra dell’auto.

Reading Akhmatova in Midwinter

The revelations of ice, exactly:
each leaf carries itself in glass,
each stem is a fuse in a transparent flex,

each blade, for once, truly metallic.
Trees on the hill explode like fireworks
for the minute the sun hits.

Fields hover: bleached sheets in the afternoon,
ghosts as the light goes.
The landscape shivers but holds.

Ice floes cruise the Delaware,
force it under in unnatural silence;
clarification I watch as I watch

the road – nothing but the grind of the plough
as it banks snow, drops salt and grit.
By dark these are just settled hills,

grains embedded in the new fall.
We, too, make little impression
walking back from town at midnight

On birds’ feet – ducks’ feet on the ramp
Where we inch and scrabble our way to the door,
too numb to mind the slapstick.

How did you cross
those unlit, reivented streets
with your fear of traffic and your broken shoe?

There are mornings when it drips and cracks.
We pull glass bars from railings,
chip at the car’s shadow.
Da A World Where News Travelled Slowly, Faber & Faber 1997

Foto di Francesca Woodman

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