Vedo le pareti dove la finestra si apre di Bruno Galluccio

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vedo le pareti dove la finestra si apre

per liberare la sera

al di là di questa luna sollievo

inizia la navigazione del tuo corpo

le scapole sono isole dove mi dirigo

salpando dall’attrazione della nuca

accenno dei racconti

cui rispondono fili

conduttori tra le nostre immagini

ti chiedo se da quella profondità mi senti

rispondi con un disegno tra il viso e il lenzuolo

aggiustiamo le ore

c’è una parola che non ho mai detto

taglia il coltello la fibra della poca luce

e si dirige verso l’incrocio delle nostre infanzie

tu scegli i segnalibri per gli anni più cari

le parole che diciamo

iniziano immediatamente a bruciare

*

si apre il sogno di una tempesta

che occupa metà dell’acqua notturna

allora cerchiamo di accumulare risposte

per le domande che verranno

il ripensamento è scrostato dalle superfici

e ora naviga alla velocità del pensiero della luce

le diversioni appaiono legni contorti

e l’ultimo istante prima del sonno

rialza la separazione tra i pensieri

ciascuno entra nei sogni con l’abbandono e il sollievo

di essere una solitudine

da ” La misura dello zero” Einaudi editore 2015

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