Elegia serale di Gianni Celati

Fuori Misura

Elegia serale dopo aver ascoltato “Idiot wind”

Se non avessimo mai ascoltato canzoni,

non possiamo dire cosa ora saremmo.

Non ci hanno indicato la strada,

che in fondo è solo là dove ti muovi,

ma tu cammini e vai seguendo questo:

l’ininterrotta nenia di parole

con cui parla in te il sentito dire,

onde di voce che arrivano a guidarti,

dovunque vai, verso qualcuno o qualcosa,

spesso sorpreso che esistano anche luoghi

di cui nessuno ti aveva mai parlato.

Sì, non andiamo per sentieri ignoti,

il sentito dire ci immette nel tempo,

e consuma tutto il nostro tempo,

spostandoci in tondo come foglie.

E questo forse cantano le canzoni,

l’eco di quanto è già nell’orecchio,

la ripetizione che vogliamo rievocare

per accorgerci ogni tanto d’esser qui.

Ci sono cantanti che intonano motivi

con onde di voce rivoltate all’indietro,

così come parlano gli uomini

quando credono di capirsi benissimo.

Tu ascolti…

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