Incipit da Fuga di Daniele del Giudice

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L’incipit del racconto Fuga, di Daniele del Giudice, Einaudi 1996.

Un racconto straordinario di un autore da leggere e rileggere. Uno dei più bravi degli ultimi venti anni.

“Corre la notte Santino e tu corri con lei, la notte ti segue alle spalle, non voltarti a guardarla, non ne hai il tempo, e poi vedresti soltanto ’sto strunzo; chi poteva saperlo che era dei Pretannanze la moto, corri e scegli le strade alla cieca, meglio, sono le strade che scelgono te, una Yamaha piena di cromi, meraviglia di un motore così sotto il culo, ma gliel’hai mollata subito la moto bloccando la ruota di dietro e scivolando sul fianco, alla prima pistolettata l’hai sdraiata per terra senza nemmeno graffiarla, non avevi mai sentito sparare dal vero, ma si capiva subito che quelli erano spari, non castagnole né tricchitracche né saltarelli, a piedi ti allontani veloce, sei così piccolo che i piedi non toccano terra, voli sulle punte e la notte vola con te, e dietro a tutti, ultimo e urlante ’sto strunzo, è lì dietro che grida e che spara, ma che cacchio ti spari? Napoli è così grande, non puoi conoscerla tutta, non arriverai mai a conoscerla tutta nemmeno da vecchio se mai arriverai alla vecchiaia…”

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