BERSABEA CIRILLO PORTA MUNRO IN TERRA IRPINA

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Emilia Bersabea Cirillo ha letto a lungo e a fondo i racconti di Alice Munro e ne ha tratto una indicazione di percorso che le si addice. Soprattutto nel primo testo che apre e dà il titolo alla sua nuova raccolta, Potrebbe trattarsi di ali (l’Iguana Editrice), è evidente l’omaggio alla scrittrice canadese che peraltro è dichiarato in esergo. Il riferimento a Munro è apertamente presente poi in un altro racconto, Come si fa a dire se, una sorta di gioco metaletterario che prende spunto da un tema trattato dall’autrice premio Nobel, l’efferato gesto di un padre che uccide i suoi figli. Sono proprio queste le due storie meglio riuscite della raccolta, dove Bersabea Cirillo traduce con sapienza nel proprio linguaggio certe sospensioni narrative e l’introspezione portata avanti per allusività tipiche di Munro. Dal Canada ad Avellino, cambiano gli scenari e il contesto, ma è universale la capacità di entrambe le scrittrici di affondare la penna nella profondità (e nella crudeltà) della vita usando però sempre un tono delicato e lieve. Come quando Bersabea Cirillo ci narra di Colomba, signora di una buona borghesia di provincia, intrappolata nel proprio ruolo e nella vacuità di una vita che pare di ineluttabile monotonia. Il marito distratto, i figli lontani, a Colomba tocca la consolazione dell’abbraccio imprevisto di un’amica e le due «ali» che sente spuntare sulla schiena. Ma se quando segue il suo nume tutelare l’autrice irpina raggiunge risultati ragguardevoli, meno brillanti sono altri testi dell’antologia, che dunque appare disomogenea nella complessiva qualità letteraria.

Alcune volte Bersabea Cirillo sembra un po’ frettolosa nell’accumulo di argomenti, problemi e personaggi, condensando in un solo racconto quello che basterebbe a riempire un intero e corposo romanzo. Per esempio in Sangue mio, dove la protagonista si trova ad affrontare prima il dramma dell’emigrazione, poi la maternità surrogata, infine la malattia e l’incontro con una figlia adolescente e mai conosciuta. Decisamente un po’ troppo. Anche nelle sue parti meno convincenti, la scrittura dell’autrice irpina non è però mai banale né sciatta. E viene usata con un autentico sentimento del «dovere» di narrare.

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4 thoughts on “BERSABEA CIRILLO PORTA MUNRO IN TERRA IRPINA

  1. rodixidor 29/03/2017 / 09:48

    Non so se questa è una recensione generosa, perché paragonare la scrittura di un autore a quella di un altro, seppure premio Nobel, non è mai lusinghiero. Emilia ha la sua personalità, è scrittrice consolidata quindi la leggerò per coglierne le differenze, le specificità che la differenziano certamente dalla grande Alice Munro che altresì amo.

    • emilia 29/03/2017 / 09:56

      Grazie della fiducia! Aspetto il tuo parere allora!

      • rodixidor 30/03/2017 / 18:37

        ci sarà la pubblicazione in e-book ?

      • emilia 31/03/2017 / 16:07

        non credo per il momento!

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