Premio Maria Teresa Di Lascia, l’avellinese Emilia Bersabea Cirillo tra le finaliste

 

di Donatella Trotta

Sguardi di donne. Intrecciati in relazioni femminili dove l’amicizia può contare persino più dell’amore, anzi è una certa forma d’amore. Sguardi “differenti”, anche per fare il punto sulle grandi mistificazioni ideologiche e linguistiche intorno a gender, sessismo e alienazione genitoriale (o parentale). A metterli in luce è l’undicesima edizione del premio nazionale «Maria Teresa Di Lascia», intitolato alla scrittrice originaria di Rocchetta Sant’Antonio (Foggia), prematuramente scomparsa nel 1994 a 40 anni, figura di donna generosa e appassionata, impegnata in numerose battaglie in difesa dell’ambiente e dei diritti umani, attivista radicale contro la pena di morte e autrice per Feltrinelli di Passaggio in ombra (premio Strega postumo, nel 1995).

Finaliste dell’edizione 2017 del premio, promosso dal Comune natìo della Di Lascia in collaborazione con il Comune di Fiuminata (Macerata) – dove, ad anni alterni, viene ospitata la cerimonia finale di assegnazione del premio – alcune opere narrative di scrittrici che non a caso offrono un punto di vista originale, accanto ad autori di saggistica che focalizzano alcuni misteri della nostra storia nazionale generati dagli intrecci di poteri forti: per la sezione di narrativa al femminile, si tratta dei romanzi Non smetto di aver freddo della scrittrice avellinese Emilia Bersabea Cirillo (L’Iguana editrice), Volevamo essere Jo della genovese Emilia Marasco (Mondadori) e Lettera a Dina della bolognese Grazia Verasani (Giunti).

Nella sezione saggistica, le opere finaliste che concorrono per l’assegnazione del Premio (selezionate, come quelle di narrativa, dalla giuria scientifica, presieduta da Emma Giammattei e composta da Antonella Cagnolati, Margherita Musello, Sebastiano Martelli e Lucia Castelli) sono Sguardi differenti, di autori vari (Mammeonline), Veleni di Fabio Amendolara (Il Castello) e Magistratura Democratica di Tullio Grimaldi (Guida). La cerimonia di assegnazione del premio (mille euro in ciascuna delle due sezioni) è in programma il 16 settembre prossimo a Rocchetta Sant’Antonio: l’opera vincitrice per la sezione di narrativa al femminile sarà decretata dall’esito dello spoglio dei voti che esprimerà la giuria popolare, composta da 35 lettori di Rocchetta Sant’Antonio e da altrettanti di Fiuminata, con l’aggiunta dei voti assegnati dalla giuria scientifica.

L’opera vincitrice per la sezione saggistica sarà invece decretata dall’esito dello spoglio dei voti che esprimerà la giuria popolare di Rocchetta Sant’Antonio, con l’aggiunta dei voti assegnati dalla giuria scientifica e dalla giuria Unifg, composta da studenti dell’Università di Foggia che assegnerà, con decisione indipendente, anche il Premio Unifg. Quest’anno, l’iniziativa culturale prevede anche una terza sezione, quella di letteratura per ragazzi: le tre opere finaliste saranno rese note in occasione della cerimonia del 16 settembre, per poi essere date in lettura alla giuria di studenti delle scuole del territorio che si candideranno, nel corso dell’anno scolastico 2017/18, per assegnare poi il riconoscimento all’opera vincitrice a fine anno scolastico.

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