LIBRI DI MARE LIBRI DI TERRA Letteratura in Festival nei Campi Flegrei 26 – 28 settembre 2014

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Associazione  culturale 1185723_542208515848016_1583252152_n

Letteraturafestival

“ Libri di Mare Libri di Terra “
Festival Itinerante nei Campi Flegrei
logo libri di mare libri di terra26/27/28 settembre 2014

Letteraturafestival “ Libri di Mare Libri di Terra “

Festival Itinerante nei Campi Flegrei
26/27/28 settembre 2014

Venerdi 26 settembre

Pozzuoli Rione Terra

h 16:30 Libri di mare Libri di terra dà il benvenuto agli incontri di scrittura, lettura, musica e teatro.

Saranno presenti Giuseppe Russo,editore e Francesco Durante,critico e Scrittore.

I luoghi saranno abitati dalla parola di : Alessio Arena, Antonella Cilento, Joseph Farrell, Matilde Iaccarino.

Voci di : Pasquale Ioffredo, Mariagrazia Liccardo, Wanda Marasco, Gea Martire.

Lady Marion legge Maurizio de Giovanni

Dopofestival al Bar Cannavacciuolo

Sabato 27 settembre

Villa Cerillo, Bacoli h 10.30

Lo sguardo della letteratura

Ne parliamo con gli scrittori: Davide D’Urso, Marco Ciriello , Riccardo Imperiali, Melania Petriello, Vincenzo Gambardella .

Conducono la conversazione Giuseppe Maddaluno e Luca Marano

Proiezione dei video di Claudio Correale e Aurelien Petit

Sulle tracce di Ian Fleming con Michelangelo Iossa e Antonio Tricomi, giornalista di La Repubblica.

h 13:30 Appuntamento sotto l’Arco Felice Vecchio. In collaborazione con
“Lux in Fabula”: Lip’s convivium

Pausa pranzo in un ristorante convenzionato con il Festival .

Villa Cerillo, Bacoli h 16.30

Primo incontro: Dove sta andando la letteratura oggi?

Rispondono gli scrittori :

Anna Barbato, Emilia Bersabea Cirillo, Giuseppina De Rienzo, Lorenzo della Fonte, Matilde Iaccarino, Pino Imperatore .

Guidano la conversazione Giuseppe Maddaluno e Angela Schiavone

Secondo incontro : Come nasce una storia? Come sono nate le storie degli scrittori:
Monica Pareschi, Maria Caterina Magliocca, Elisabetta Montaldo, Licia Giaquinto, Margi De Filpo.

Ne discutono con gli autori: Cinzia Caputo e Giuseppe Maddaluno

Intanto, a Villa Cerillo, in un altro luogo si produce:

Laboratorio di scrittura creativa a cura di Aldo Putignano e Giancarlo Marino.

E’ presente la scrittrice Chiara Santoianni. Incursioni collaborative degli scrittori del festival.

Chiesa di San Sossio, Miseno h 19:30

Nel suggestivo scenario dei gradoni della Chiesa di San Sossio:

Taranterra
un testo di poesia trasformato in spettacolo itinerante

di Mimmo Grasso
regia Massimo Maraviglia

con Ettore Nigro e la compagnia Asylum 2014

Lo sviluppo della serata dipenderà, poi, dal pubblico. Decideremo insieme cosa fare in base alle emozioni dello spettacolo. Il territorio dei Campi Flegrei offre la sua varia ospitalità.

Domenica 28 settembre

Teatro di Miseno- h 10:30

Presentazione del sito a cura dell’associazione Misenum.

E’ il momento della poesia e dei poetI

In zona intermedia, tra mare e terra, con accompagnamento del gruppo Mundu Rua, reading di:

Cinzia Caputo, Floriana Coppola, Federica Giordano,Vera D’Atri, Annamaria Farabbi, Bruno
Galluccio, Claudia Iandolo, Costanzo Ioni, Ketty Martino, Lory Nugnes.

Wanda Marasco : omaggio a Sovente

Arnolfo Petri : da “Memorie di Adriano” di Marguerite
Yourcenar

Aperitivo poetico

Pausa pranzo

h 16: 00 : Visita guidata sui luoghi di Michele Sovente a cura di Antonio Sabatano, presidente dell’associazione Michele Sovente

Appuntamento in piazza Michele Sovente- Cappella di Monte di Procida

h 18:00 Complesso Vanvitelliano del Fusaro

Omaggio a Michele Sovente

Premiazione dei vincitori del concorso “Premio Michele Sovente” da parte della giuria presieduta dal poeta Elio Pecora.

Premiazione del migliore testo di scrittura creativa del laboratorio condotto dall’editor Aldo Putignano.

Distribuzione della silloge degli inediti delle due edizioni del Premio Sovente.

Chiusura del Letteraturafestiva : Geppino Scamardella in “ Caballetta”

Il Diario del Viaggiatore

Il Diario del Viaggiatore PER INFO SUL FESTIVAL SCRIVERE A: ildiariodelviaggiatore@hotmail.it o chiamare il : 349 096 51 89 gabriella romano.

Il Diario del Viaggiatore PER INFO SUI RISTORANTI E I BB CONVENZIONATI COL FESTIVAL LIBRI DI MARE LIBRI DI TERRA CONTATTARE ENZO DI MEO 388 48 41 083

L’intervista degli “Incendi del tempo” su “Il posto delle parole” con Livio Partiti

EMILIA BERSABEA CIRILLO

Conversazione di Livio Partiti con Emilia Bersabea Cirillo.

 

EMILIA BERSABEA CIRILLO

“GLI INCENDI DEL TEMPO”

et/al

 

Storie di migranti. Questo il file-rouge che caratterizza i dieci racconti di “Gli incendi del tempo”, una delle novità editoriali proposte da et al. Edizioni. Scritto da Emilia Bersabea Cirillo, il libro tratta un tema che non finisce mai di essere di attualità, raccontando di partenze e di arrivi, di viaggi lontano e di ritorni a casa, sia reali che sognati. Dieci, come detto, le storie che hanno come protagonisti emigranti e immigrati fragili, tanto da poter essere paragonati a delle foglie secche maggiormente esposte agli incendi del tempo di cui ha scritto Paul Celan. Entrando nel dettaglio, nelle sue 150 pagine il volume racconta di sbarchi clandestini, lavori manuali sottopagati, prostituzione e terrorismo, alternando questi temi alle storie di donne che cercano, come fossero bambini, di opporsi alle resistenze della vita esercitando la forza della fantasia.

 

ascolta la conversazione

EMILIA BERSABEA CIRILLO

 

 

 

IL POSTO DELLE PAROLE

ascoltare fa pensare

 

 

Una nuova recensione agli Incendi del tempo

Gli incendi del tempo

di Irma Loredana Galgano

Gli incendi del tempo, Emilia Bersabea Cirillo, et al. / EDIZIONI

14-07Emilia Bersabea Cirillo è nata ad Atripalda e vive e lavora ad Avellino; di professione fa l’architetto ma soprattutto si dedica alla scrittura e alla ricerca di fonti di ispirazione che la conducano dritta ai suoi personaggi, protagonisti di storie mai scontate, mai deludenti, sempre particolari.

L’essenza del suo narrare è la vita, quella vera, quella di tutti i giorni, con i  problemi, le ansie, gli amori, le gioie e i dolori, i traguardi raggiunti e quelli mancati.

Viaggia molto la Cirillo, per l’Italia, per l’Europa, ma soprattutto per l’Irpinia, visitando i piccoli paesi arroccati sui costoni delle montagne, borghi antichi e moderni dove la tradizione si fonde all’innovazione ma soprattutto dove la “terra” la fa da padrona. Luoghi nei quali si respira, si assapora il legame che unisce gli abitanti al loro territorio. E la Cirillo lo racconta questo legame, lo fonde a nuove sensazioni, lo esporta per vedere l’effetto che fa da lontano e dà vita a racconti brevi di straordinaria eleganza, intensi, ricchi, pregni e pregnanti di emozioni, di considerazioni, di… vita.

Gli incendi del tempoCapo lavoroOcéanIl violino di Sena,Gli infiniti possibiliSogno di sabbiaTutto il suo compongono la raccolta che prende il nome dal primo racconto.  I versi di Paul Celan hanno ispirato il titolo alla Cirillo e molti altri autori e svariati loro componimenti  le sono serviti per introdurre, evidenziare o chiudere i suoi racconti.

La Cirillo ha sperimentato anche altri generi ma è sicuramente nel racconto breve che la sua scrittura rende il massimo splendore, sprazzi di vite narrate con un linguaggio pieno di rimandi.

Da un piccolo gesto quotidiano come l’apparecchiare la tavola per fare colazione la Cirillo ti porta, o meglio ti straporta in un mondo diverso, lontano, sconosciuto ma che non vedi l’ora di indagare, di capire, di conoscere.

“Le nostre vite sotto un cielo di ogni giorno. Sono state sconvolte all’improvviso, sotto quel cielo. Non puoi sapere cosa significhi lasciare tutto e dover partire, organizzare la tue cose in poche ore, essere in fuga… […] e non te lo voglio neanche raccontare in una giornata bella come questa”.

Senza dubbio alcuno va riconosciuto alla Cirillo il merito di aver inserito nel testo argomenti scomodi, difficili e ancor più onore le fa il non aver voluto nascondere l’ipocrisia che si cela dietro e davanti tali temi scottanti.

“Non dovevi dirmi questo… […] non dovevi passarmi il tuo dolore, come una trasfusione, proprio qui…”.

Le storie de Gli incendi del tempo raccontano di persone che sono volute andare e di altre che hanno preferito rimanere, di impavidi pronti a dare la vita pur di rincorrere un ideale e di borghesi sempre attenti a non farsi male, di profughi di guerra e clandestini via mare.

Le storie de Gli incendi del tempo sono come un caffè ristretto che va bevuto adagio, a piccoli sorsi, per avere il tempo e il modo di assaporarlo tutto, fino in fondo.

Un’ intervista con Emilia Bersabea Cirillo a cura di Irma Loredana Galgano

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imagesEmilia Bersabea Cirillo, autrice di racconti e romanzi che sembrano dedicati ai suoi protagonisti, per la passione con cui li descrive, ma soprattutto alla sua terra, per il calore con cui ne narra, risponde volentieri alle nostre domande sulla sua scrittura ma anche sul suo essere scrittrice nella sua Terra, l’Irpinia.

La tua è una scrittura molto intensa, pregna di valori, di idee e di riflessioni che i protagonisti dei tuoi racconti regalano al lettore attraverso dialoghi o pensieri da cui si dilatano immagini sul mondo che li circonda. Quanta Cirillo c’è nei tuoi personaggi e quanto di loro in te?

Ogni scrittore racconta se stesso, ma dal rovescio, come i maestri degli arazzi Gobelins, per usare una metafora cara a Edith Wharton. Credo che accade questo nei miei libri. Racconto il mio mondo servendomi di “finzioni” così reali che potrebbero essere vere, anche guardate dal rovescio del lavoro. La scrittura è una strana malattia che ci fa investigare senza sosta le vite dei fantasmi che ci assediano. E sono tutti miei, questi fantasmi, è il mio passato, le mie emozioni, i miei sogni, il mio vissuto che chiede di uscire da me, si allontanarsi dal buio. Non è un caso che per un libro si usa dire “è venuto alla luce” allo stesso modo che per un neonato, appena partorito. E quindi per rispondere alla tua domanda, c’è tanta Cirillo nei miei personaggi, quanto loro sono capaci di contenere, ma c’è anche tanta anti Cirillo, che critica e nega e si interroga senza sosta, e c’è anche quella che tira le fila di tutto, come una maestra burattinaia che racconta la sua storia senza essere vista, usando una tecnica di cui è diventata padrona nel tempo.

In genere gli irpini hanno un legame profondo con la loro Terra e tu non sembri essere da meno, sicuramente questo legame lo hanno i tuoi personaggi. Cosa ti ha dato l’Irpinia e cosa pensi di aver dato tu alla tua terra d’origine?

L’Irpinia mi ha regalato la sorpresa di essere una terra solitaria, silenziosa, aspra, con un dialetto che varia da paese a paese. Mi ha dato il vento, il tufo, l’argilla, le forme del pane, le case con le scale esterne e con i camini di pietra. Mi ha dato paesaggi luminosi, montagne dai contorni inconfondibili, sorgenti e boschi scuri. Mi ha offerto la possibilità di appartenere a qualcosa, che non fosse solo il suolo su cui camminavo. Mi ha dato storie da raccontare. Cosa ho dato io? Poco, rispetto a quello che una terra così speciale ha dato a me. Ha avuto la mia attenzione, le mie parole. È diventato il luogo delle mie storie.

Nel libro Una Terra Spaccata, pubblicato dalle edizioni San Paolo, la protagonista, Gregoriana, originaria di Roma,  vive la sua esperienza in Irpinia con gli occhi di una straniera, ne Gli incendi del tempo, edito da Et. Al., invece i protagonisti sono oriundi che vivono o fanno rivivere la loro patria in terra straniera, attraverso parole, pensieri, atteggiamenti che rimandano al loro essere irpini e al contempo meridionali. In entrambi i casi ne esce un quadro positivo della tua terra, è realmente ciò che pensi?

Gregoriana non è irpina, ma subisce la bellezza di questa Terra, come se fosse un battesimo, una promessa di un futuro migliore. Si spenderà con tutte le sue forze per evitare che una discarica venga costruita sul Formicoso, appunto nella terra spaccata. In questo sarà supportata da un comitato popolare che si è formato spontaneamente e che lotterà lungamente per la difesa del suo territorio, anche dopo che lei è andata via dall’Irpinia. Ne Gli incendi del tempo i personaggi sono migranti, della vita e della terra, spesso senza più un ritorno. Per loro l’Irpinia costituisce un tentativo di trovare un approdo. L’Irpinia è stata ed è ancora terra di migrazione. I nostri antenati sono partiti per le Americhe, poi per la Svizzera e la Germania, poi per Torino e Milano. Ora i giovani laureati cercano lavoro dovunque, in Europa, soprattutto. Questa terra diventa sempre più povera di “capitale umano”. Dobbiamo accettare, quindi, lo “straniero” che arriva qui. L’accoglienza che ci aspettiamo abbiano i nostri figli all’estero, dobbiamo renderla in questa terra a chi arriva per cercare lavoro.

Dedicarsi alla scrittura in una realtà territoriale come può esserlo la città di Avellino quant’è difficile considerando che si è lontani dal mondo editoriale, dalla distribuzione e quant’altro possa aiutare a interagire con gli editori ma anche con i lettori?

È difficile sempre entrare nel mondo editoriale, soprattutto per chi come me non scrive libri di genere. Il principale difetto dei miei libri è che sono troppo letterari, così mi è stato detto qualche volta. E quindi non certamente vendibili al grande pubblico, come può essere vendibile un noir, un giallo, un fantasy, un libro erotico, una spystory. Credo che più della lontananza dai centri “del potere editoriale”, cioè Milano, essenzialmente, Torino, Roma, di cui però soffre non solo Avellino ma tutta la Campania, il vero problema di chi scrive narrativa oggi, è trovare case editrici e agenti letterari capaci di apprezzare storie e scritture che siano, per fortuna, letterarie. E cioè colte, ricercate. Che raccontino il qui e l’ora. I lettori vanno anche educati, non solo accontentati.

Ti va di anticipare qualcosa  del tuo prossimo libro?

Sto lavorando a un romanzo. Speriamo bene.
Forse le storie della Cirillo trovano la loro forza proprio nel non essere destinate al grande pubblico, al consumo di massa, piuttosto indirizzate a chi persegue una lettura ricercata e questo non può certamente essere definito un difetto, soprattutto in campo editoriale dove non dovrebbe persistere la logica del profitto bensì quella della crescita culturale.

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Gli incendi del tempo al Caffè Dolceamaro di Bari

  • Martedì 29 alle ore 18.30 sono a Bari, al caffè Dolceamaro, con Gabriella Genisi e Marina Losappio Triggiani. Amiche e amici di Bari , intervenite!
    serata letteraria al DolceAmaro con @[1566434506:2048:Emilia Bersabea Cirillo] , ore 18,30.
    serata letteraria al Caffè DolceAmaro con @[1566434506:2048:Emilia Bersabea Cirillo] , ore 18,30.

Gli Incendi del tempo alla Fondazione Gerardino Romano

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Conversazione con Emilia Bersabea Cirillo

Gli incendi del tempo

Mercoledì 9 ottobre 2013, ore 18.30

Fondazione Gerardino Romano

Piazzetta G. Romano 15

Telese Terme (BN)

Mercoledì 9 ottobre, alle ore 18.30, la Fondazione Gerardino Romano, presso la sede sociale di Piazzetta G. Romano 15, Telese Terme (BN), ospita la scrittrice Emilia Bersabea Cirillo. All’incontro, coordinato dal prof. Felice Casucci, si presenta il libro  Gli incendi del tempo, Et Al./ Edizioni, 2013. Dopo il romanzo Una terra spaccata (Edizioni San Paolo, 2010), già presentato in Fondazione nell’ottobre 2010, Emilia Bersabea Cirillo torna, con questa raccolta di racconti, a tessere la sua robusta tela letteraria con l’abilità inconsunta dello stupore dinanzi agli “incendi del tempo”, espressione tratta da una strofa del grande poeta rumeno Paul Celan: i postumi del terrorismo nella vita delle persone, come guerra allo Stato, con i suoi lutti e i suoi reduci; il lavoro in una terra straniera e ostile, lo sradicamento, il dolore del distacco e della memoria, in una vibrante denuncia della perdita di senso estetico del mondo e della perdita dei suoi orizzonti valoriali; l’amore, che “arriva cantando e se ne va piangendo” (antica canzone bretone) che spinge una promessa sposa a tracciare nove cerchi concentrici sulla sabbia, per affidare ad una ritualità magica i desideri del corpo; il violino di Sena che smette di suonare, infrangendo i ripari dell’esistenza, tagliando col suo silenzio la coltre che impedisce di vedere e affermare ogni verità contro violenza e disperazione; gli “infiniti possibili” del grande compositore veneziano Luigi Nono ad Avellino, tra giovani in cerca di una nuova identità culturale, “operosa”, “calda”, piena di “speranza”, che avrebbe travolto tutto e tutti; il “sogno” di Amin, l’adolescente algerino, che aveva dovuto dimenticare il sorriso, la sabbia, la famiglia, e conoscere anzitempo gli incubi della morte, da cui difendersi; il ricongiungimento tra la vecchia Menina e la giovanissima Rosa Spina, uccisa nella rivolta del pane del 1917, interpolata dalla “vita celeste” di Mahler e dalle cure amorevoli di una ragazza polacca, con i “capelli corti tinti di rosso” e “gli occhi blu porcellana”. Un saggio plurimo di poesia narrativa, un libro di struggente attualità e di incontenibile bellezza. Impalpabile, umido respiro di nebbia fitta, risalita dal buio del cuore a pagine bianche rigate di lacrime.
io che leggo gli incendi

 

 

Tutti i video relativi agli incontri settimanali sono visibili sul sito della Fondazione (www.fondazioneromano.it) nella Sezione “Mercoledì culturali”.