Premi

Il mio romanzo Non smetto di aver freddo. L’Iguana Editrice ha vinto il premio Minerva 2016 e il Premio Maria Teresa Di Lascia 2017.

La mia raccolta di racconti Potrebbe trattarsi di ali, L’iguana Editrice, ha vinto il premio L’Iguana-Annamaria Ortese 2017.

premio prata

premio Prata 2010- la cultura nella Basilica con Antonietta Gnerre e Licia Giaquinto.

Il mio romanzo Una terra spaccata San Paolo Edizioni ha vinto il premio Prata 2010 e   premio Maiella 2010.
 IMG_0158

Motivazione Premio Parco della Maiella

La giuria decide di assegnare il premio a Una terra spaccata per la perizia narrativa con cui ha legato la presa di coscienza di una geologa alla ribellione collettiva di una comunità irpina che si batte per salvare la bellezza di luoghi minacciati dalle discariche, per la storia d’amore venata di mistero della protagonista, per la luminosità delle descrizioni di una Napoli ammorbata di rifiuti e di luoghi incontaminati dell’avellinese, per il dettato agile e per il dialogo spigliato estremamente comunicativi di emozioni, di sentimenti, di stati d’animo.

Il mio racconto Il sapore dei corpi ha vinto il Premio Arturo Loria 1999 per il miglior racconto inedito.

Premio di narrativa Arturo Loria

Terza edizione 1999

Commissione giudicatrice: Roberto Barbolini, Alberto Bertoni, Michelina Borsari, Stefano Loria, Marco Marchi, Giuseppe Pederiali Anna Prandi.

Vincitore della Terza edizione 1999
Sezione editi:

Gilberto Severini,Quando Chicco si spoglia sorride sempre, Rizzoli

Ragazzi che non vogliono sapere quello che cercano ma che lo cercano lo stesso. Giovanotti tormentati dalla colpevolezza ma inevitabilmente innocenti. Zitelle che pagano per sognare, pronte a comprarsi – accidenti! – un ragazzo virtuale. Severini ci scrive una storia del sesso e del desiderio sognante tra le nuvole del cuore immaturo attraverso i suoi racconti sconvolgenti di solitudine e di poesia.

Gilberto Severini è nato nel 1941 a Osimo, vive nelle Marche. Ha pubblicato Consumazioni al tavolo (1982), Sentiamoci qualche volta (1984), Feste perdute, uscito con i due precedenti romanzi brevi in Partners (1988), Fuoco magico (1989), Un breve autunno (1991), Congedo ordinario (1996). Suoi racconti sono apparsi in antologie. Nel 1981 è uscita la prima edizione della raccolta di versi Nelle aranciate amare, riedita nel 1997 con l’aggiunta di Altri refrain.

Sezione inediti:

Emilia Bersabea Cirillo, Il sapore dei corpis-l225

Gelatine a forma di gatto, di cane o di mucca in una fantasmagoria di colori e trasaparenze, diventano presenze ossessive di una vita condotta sull’onda di ricordi e di conflitti familiari. Teatro della narrazione è una pasticceria in cui si consuma la cerimonia della preparazione dei dolci secondo antiche ricette tramandate di madre in figlia, alla cui origine si cela un terribile segreto di vendette mortali ordito da un principe del paese. Un racconto che si legge tutto d’un fiato, in un crescendo di tensione e partecipazione emotiva, sostenuto da una lingua straordinariamente originale e inventiva.

Emilia Bersabea Cirillo è nata ad Atripalda (AV) nel 1955; vive e lavora ad Avellino.
Laureata in Architettura, è funzionaria del Ministero dei Lavori Pubblici.

Domenica 14 Novembre 1999, Sala dei Mori Palazzo dei Pio, si è svolta la consegna dei premi della Terza Edizione 1999.

La mia raccolta di racconti  Fuori Misura – Edizioni Diabasis è stata finalista al Premio Chiara 2002.

Con il racconto Il violino di Sena ho vinto il premio internazionale di narrativa “Lo Stellato 2002” e con il racconto ” Rimanenze” lo Stellato 2006.

HE10_4064

Da sinistra i tre finalisti Renèe Ferre, Dante Maffia e la vincitrice Emilia Bersabea Cirillo
PAOLO ROMANO

Torna la notte dello “Stellato”. La giuria del premio internazionale di narrativa diretto da Luigi Giordano ha assegnato ieri il primo premio a Emilia Bersabea Cirillo che ha vinto la nona edizione con il racconto “Rimanenze”. Il suo testo, ambientato tra Dragonea e Cetara, ha convinto prima la giuria di oltre mille studenti, che l’ha scelta per la finale e poi la giuria ristretta. Al secondo posto Renée Ferrer, scrittrice nata in Paraguay, che con “Lo scrigno dei dolci ricordi” ha provato a mettere su carta le suggestioni raccolte nella grotta dello smeraldo; al terzo Dante Maffia che ha ambientato il suo “L’appuntamento” nel centro storico e nel castello di Teggiano. Lo spirito del premio che ha per sottotitolo “Le parole dei luoghi” è proprio quello di dare nuova linfa al Grand Tour, consentendo agli autori di raccontare il nostro territorio, dopo un soggiorno sul posto. La proclamazione del vincitore, è stata preceduta dalla lettura dei tre racconti finalisti declamati magistralmente da Alfonso Liguori e Carla Avarista. Numeroso il pubblico che, nonostante il caldo afoso, ha partecipato alla finale presentata da Francesco Durante. C’era anche Achille Mughini, che ha scelto il contesto culturale dello Stellato per salutare Salerno nel suo ultimo giorno come vice presidente della Provincia. Il programma della due giorni del premio è iniziato ieri pomeriggio alla Vetrina del Fare di via Tasso, dove è stato presentato il libro del critico musicale Luigi Onori “Talkabout, biografia a due voci”, che ripercorre le tappe della vita artistica di Paolo Fresu. Le vicende del noto trombettista sardo si intrecciano con la vita culturale della nostra città, per il tramite del regista Michele Schiavino. I due hanno lavorato a lungo assieme, come viene ricordato nelle pagine del libro. Nel 1989 Fresu suonò al Capitol, per una colonna sonora dal vivo che accompagnava la proiezione del film muto del 1921 “La fanciulla di Amalfi”, nell’ambito del Midnight movie festival diretto proprio da Michele Schiavino. Dopo la parentesi libraria, Fresu è tornato ad esibirsi ieri sera a Salerno, con il suo storico quintetto, nel quadriportico della pia casa di riposo “Madonna delle Grazie” per la finale dello Stellato. Il programma prosegue oggi, nello stesso suggestivo scenario: alle ore 21.00 andrà in scena “Little Naples. Quando New York era la seconda città d’Italia”. Lo spettacolo rappresentato dai Teatri Uniti di Napoli con la regia di Andrea Renzi, è ispirato a “Italoamericana”, la monumentale antologia di storia e letteratura degli italiani negli Stati Uniti curata da Francesco Durante. Il volume, pubblicato da Mondadori, ha il pregio di recuperare storie e scritti di tanti autori, spesso autodidatti, la cui memoria rischiava di essere perduta per sempre.

Il mio romanzo L’ordine dell’addio (Diabasis, Reggio Emilia 2005) è stato finalista al Premio Domenico Rea 2005.

 

Annunci