Un consiglio di lettura – di Ave Ghirelli

il mio romanzo

Perché leggere questo libro? Ecco tre buone ragioni.

LA STORIA: si concentra intorno alle vicende di due donne, Dorina e Angela, che hanno trascorso insieme un’infanzia frantumata in orfanotrofio, intrecciando un’amicizia spinosa – carica di abbandono e violenza –  e che oggi si rincontrano  in carcere. Dorina da donna libera, cuoca inappagata e triste e Angela da reclusa, assassina che cova fantasmi e desideri.

I PERSONAGGI: Dorina e Angela, il freddo e il fuoco, la grazia e la bruttezza sono i personaggi indimenticabili del romanzo di Emilia B. Cirillo, figure che fatichi a lasciare quando hai finito il libro! Donne che cercano un proprio spazio nella vita e si cercano nella storia.

LA SCRITTURA: sapiente e raffinata, a partire dagli incipit: “Erano andate via tutte. Al battere delle mani di suor Vittoria, comparsa all’improvviso sul terrazzo, il gioco della mosca cieca era finito in un lampo” (Mosca cieca, pag. 9). “Crudele! Inveiva suor Ermelinda quando Angela portava in cucina le lucertole sezionate” (I calzettoni di lana a righe, pag. 31).

L’autrice ha una spiccata abilità nel descrivere la bellezza dei luoghi e il suo contrario – il Conservatorio di Santa Geltrude di Atrani, il carcere, Napoli… – nel rappresentare l’accumulo di vita negli elenchi di oggetti acquistati al supermercato, in quelli di pietre preziose, oppure di fiori e piante.  E’ una scrittura capace di raccontare lucidamente i nostri giorni, la crisi di tante piccole e medio imprese in primo luogo, la crisi della famiglia… ma è anche magica, quando Dorina “legge” immagini nello strato di amido lasciato dal riso nel lavabo, sogna o, semplicemente, vive.

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